Scrive Giannino Giovannoni:
Per il Mantegna i problemi della partecipazione alla produzione e alla
progettazione delle monete e delle medaglie vanno visti in una prospettiva
completamente diversa rispetto alle medaglie del Pisanello, poiché
l’autore veronese, oltre a disegnare le medaglie, ne curava direttamente
la produzione, la fusione e, negli esemplari destinati alla corte dei Gonzaga,
probabilmente anche le operazioni di rifinitura e bulinatura...
Completamente diversa è la prospettiva per le monete e medaglie
realizzate nell'epoca del Mantegna che, come tutti i grandi maestri del
Rinascimento, si limitava forse a progettare o a disegnare i soggetti affidandone
l'esecuzione poi agli allievi della scuola o ai mastri della Zecca Marchionale.
Nel caso del Mantegna non è quindi possibile affermare con sicurezza
una sua partecipazione diretta alla produzione di medaglie e monete dei
Gonzaga, data la scarsità di documenti e l’assenza di disegni autografi
che lo possano provare...

Ma lo studioso osserva: Tuttavia, è quasi impensabile che un
pittore di corte, come lo fu Andrea Mantegna dal 1460... non partecipasse
anche alla progettazione delle emissioni ufficiali di monete o di medaglie
dei Gonzaga.
Viene così a precisarsi un interessante itinerario critico,
che parte da un pezzo dell'epoca di Lodovico II (il Solino con la
testa di Virgilio) per arrivare, attraverso alcuni quattrini di Francesco
II, a una medaglia in cui viene effigiato il medesimo Signore. Quest'ultima
si pone in stretto rapporto con un analogo esemplare attribuito all'arte
di Bartolomeo Talpa. Prosegue Giovannoni:
L’influenza del Mantegna ritrattista si trova
in due splendide medaglie firmate da Bartolo Talpa con i ritratti di Federico
I e Francesco II Gonzaga... Se c’è un artista che è il più
fedele traduttore nelle medaglie dello stile del Mantegna, questo è
proprio Bartolo Talpa, al cui riguardo però si pone un problema
derivante dall’enorme divario di qualità stilistica fra il diritto
e il rovescio delle medaglie, che presupporrebbe un intervento diretto,
almeno per il disegno, da parte del Mantegna: basti considerare quella
con il ritratto di Federico I, che è quasi la traduzione esatta
del ritratto affrescato nella Camera degli Sposi.
Di Bartolo Talpa, attivo a Mantova tra il 1490 e il 1495, d'altra parte
poco si sa. Forse è da identificarsi con il pittore Bartolino Topina,
allievo del Mantegna.
Scrive Paola Giovetti, descrivendo la seconda medaglia: Bartolo Talpa
realizzò... uno dei ritratti più belli della medaglistica
rinascimentale. E' evidente la dipendenza del mezzo busto del Marchese,
di profilo, con berretto e capelli ondulati, dal ritratto eseguito dal
Mantegna nella scena dell'incontro nella Camera degli Sposi...
La raffigurazione del rovescio è decisamente di carattere epigrafico:
i rami di alloro o di mirto si intrecciano attorno ad una cartella su cui
compare l'enigmatica legenda EPO...
L'interpretazione dei motivi che appaiono nel conio dei diversi oggetti
rappresenta infatti una delle più affascinanti direzioni di ricerca
nell'ambito dell'arte legata ai Gonzaga.
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